Mangiare a Parigi: le pasticcerie da non perdere

Ladurée Paris

© Herry Lawford

Se volete regalarvi un soggiorno in una delle capitali più dolci d’Europa, scegliete Parigi. Qui i dolci sono una cosa da prendere sul serio, come si evince davanti ad ogni vetrina che si rispetti: un tripudio di macarons, mont blanc ed eclairs in tutte le fogge e varianti. I veri intenditori, che non si lasciano imbambolare dal primo effluvio di zucchero e cioccolato, sanno dove puntare per trovare la qualità e la tradizione di questi piccoli capolavori di pasticceria. Non entrate dunque nella prima confetteria che con meringhe color pastello intona il canto delle sirene. Fatevi guidare tra praline al cioccolato e flan parisien.

Negli ultimi anni sono stati sdoganati anche da noi, e a dirla tutta si è creata una vera e propria moda: parliamo dei macarons parigini (o Gerbet), coloratissime creazioni dolciarie che coinvolgono due specie di biscotti meringosi, uniti romanticamente da una ganache più o meno in tinta. Quelli che assaporiamo noi oggi, li dobbiamo alla perizia del fu Pierre Desfontaines per la pasticceria Ladurèe (una delle boutiques è al 21 di rue Bonaparte), dove fare un salto indietro nel tempo nella tradizione dolciaria francese. Se mentre guardavate Marie Antoinette avete strabuzzato gli occhi davanti ai dolci di scena, sappiate che proprio Ladurèe ha creato quei capolavori per farveli mangiare prima di tutto con gli occhi. Dieci piccole porzioni di paradiso vi costano 20 euro, perché pagate anche la vista del banco dolci, l’atmosfera chic e un pezzo di storia, che risale al 1880.

Pierre Hermé

© Pussnboots

I detrattori della storica pasticceria sono i partigiani di Pierre Hermé, altro sconvolgente luogo di perdizione dal nome del pasticcere guru che del dolcetto ha reinventato profumi e aromi con il suo pret a porter dolciario, sfornando collezioni a tutto spiano.

Ogni stagione ha il suo macaron: la tradizione viene rivisitata anche nell’aspetto delle confezioni e negli interni delle varie boutiques più simili a gallerie d’arte che a pasticcerie (la più conosciuta è vicino al concorrente Ladurèe, al 72 di rue Bonaparte, ma in tutto si contano più di 10 negozi a Parigi).  L’Americano è fatto con campari e arancio, e l’infinitamente Caramel, con burro salato e caramello, è da perdere la testa. Anche qui, neanche a dirlo, prezzi da gioielleria, ma in linea con le pasticcerie di questo livello.

Se siete più succubi del cioccolato, diversi gli indirizzi da capogiro. Il primo è Foucher, una delle cioccolaterie più antiche di Parigi, presente sia sulla Rive Gauche (134, rue du Bac) che sulla Rive Droite (30 avenue de l’Opéra). Uno splendido regalo da portare a casa sono le lingue di gatto in confezione da collezione, o una delle altre specialità tra praline e cioccolatini cremosi. Per ammirare e assaggiare le creazioni di un altro artista del cioccolato non perdete Patrick Roger (al 108 di boulevard Saint-Germain una delle cinque boutique) dove l’estro per le forme è una vera e propria firma. Le varie edizioni limitate sono piccole sculture che quasi spiace mangiarle. Chi privilegia la scelta di ingredienti nobili e super selezionati, con lavorazione a basse temperature per preservare gli aromi del cacao va in Rue Saint Honoré 201 da Michel Cluizel: qui ogni tavoletta è fatta con fave di cacao provenienti dalla stessa singola piantagione. Una vera dottrina, da sperimentare passeggiando accanto al Louvre.

Ladurèe

© Michal Osmenda

La mille foglie, le paris brest e la Saint Honoré (siii, esiste ancora e qui è molto buona) si assaggiano in una pasticceria da sogno, ovvero da la Patisserie des Reves (111 rue de Longchamp e 93 rue du Bac): nella spumeggiante location di Rue du Bac non ci si siede, ma l’esposizione dei dolci in geniali calici-frigo capovolti è sublime. Tranne il lunedì, potete gustarvi la vostra piramide di assaggini di dolci su una panchina nel giardino pubblico a pochi passi. Imperdibile, al punto da sfidare i lunghi tempi d’attesa, è la Maison Angelina nella splendida  rue de Rivoli al 226: sala da tè, pasticceria, bistrot ed esempio di un certo gusto parigino ormai un po’ démodé ma molto chic. Tra i suoi avventori figurava anche Coco Chanel, quindi sappiate che la colazione o la merenda che sia, costano care ma ne vale la pena, sia che prendiate un mont blanc, un pain au chocolat o un éclair (simile ai nostri bignè, dalla forma più allungata). Senza dimenticare la cioccolata in tazza: un vero tripudio per il palato, servito con una scodellina di panna a parte. Tres chic!

Per chi è fusion anche sui dolci consigliamo nel quartiere ebraico Sacha Finkelsztajn (27, rue des Rosiers) che propone dolci dal tocco yiddish e Sadaharu AOKI (35, rue de vaugirard) nei pressi de Le Jardin du Luxembourg, dove oriente ed occidente si incontrano, portando alla luce dolcetti aromatizzati allo Yuzo e allo Hōjicha.

Insomma: lasciate pure da parte la Torre Eiffel, ma non perdetevi le zuccherose delizie da albero della cuccagna che Parigi offre. E per un souvenir dell’ultimo minuto fate un salto da Fauchon (26 Place de la Madeleine), dove i marrons glacés costano 200 € al kilo, ma ve la potete cavare con un assortimento di piccole madeleines per 12 €. Che vi scateneranno sicuramente ricordi dolcissimi.