Lisbona: cosa vedere secondo Fernando Pessoa

Per il viaggiatore che vi giunge dal mare, Lisbona sorge come una bella visione da sogno, stagliata contro un cielo azzurro splendente che il sole allieta con il suo oro.

Lisbona Cosa VedereE’ con questo affresco che Fernando Pessoa ci introduce nella sua Lisboa, “luogo delizioso” immerso in una “regione benedetta”. Come un illustre Cicerone ci guida alla volta della sua amata città, segnalando “tutto ciò che vale la pena vedere”.

La visita comincia risalendo il Tago: passato il Farol do Bugio, piccola torre di guardia al fiume, appare la Torre di Belém, “magnifico gioiello di pietra”, mirabile esempio di architettura militare del XVI secolo che, come il Monumento agli esploratori poco più sù, testimonia il ruolo cruciale di Lisbona all’epoca delle grandi esplorazioni. Oltre, “il fiume si fa stretto e si allarga fino a creare un porto naturale tra i più vasti al mondo” ed ecco che “si staglia sulla collina l’insieme degli edifici. E’ Lisbona”. Praça do Comércio, un tempo Terreiro do Paço, è il primo sbarco in terra ferma. “Bordata da edifici di stile uniforme dagli ampi archi di pietra”, è una delle più ampie mai realizzate, “tale da offrire un’impressione di piacevolezza anche al più esigente dei turisti”. E al centro si staglia per 14 metri la statua equestre di bronzo di Re José I, fusa in un unico pezzo nel 1774. Sulla parte nord della piazza, di fronte al fiume, partono le tre parallele di Rua do Ouro, Rua Augusta con il grande arco trionfale e Rua da Prata. Pessoa sceglie di percorrere la prima e noi lo seguiamo. La strada, una delle arterie principali della città per la sua destinazione commerciale, porta, attraverso l’ascensore di Santa Justa, a uno dei tanti miradouro (belvedere) di cui Lisbona gode e che “suscitano sempre grande ammirazione”.

Lisbona Cosa Vedere secondo Pessoa

Scendendo nella parte bassa, Baixa, l’autore ci guida fino al cuore della città, Praça Dom Pedro IV, popolarmente nota come Rocio o Rossio, “un vasto spazio quadrangolare” con “edifici di stile Pombal”, dalla caratteristica pavimentazione con motivi ondulati e sul quale affaccia il Teatro Nacional Dona Maria (ai tempi di Pessoa, T. N. Almeida Garrett). Crocevia dei leggendari tram gialli che ogni giorno affrontano ripide salite, è il Rossio “il punto giusto per scegliere il proprio albergo”. E se lo dice Pessoa, ci crediamo.

A due passi dalla piazza, verso est, raggiungiamo Praça da Figueira, ai tempi in cui Pessoa scrive (1925), sede del mercato centrale di Lisbona, oggi di negozi e caffè. Più a nord, verso Praça dos Restauradores con l’omonimo monumento celebrativo, si arriva a Avenida da Liberdade, “la più bella arteria di Lisbona”. Larga 90 metri e lunga 1.500, piena di alberi, statue, fontane, l’avenida “sale con una pendenza impercettibile e offre una magnifica prospettiva”. Termina alla Rotonda, Praca Marques de Pombal, da cui si diramano i grandi viali che portano ai quartieri moderni. Avenida Fontes Pereira, poi Avenida República, conduce a uno dei più popolari luoghi di svago dell’epoca di Pessoa e odierna: il parco di Campo Grande dove si trovano “preziosi esemplari di alberi esotici, piante ornamentali, fiori, chioschi, biciclette a noleggio e il Lagoa dos Barcos”.

LisbonaSorvolando sulla periferia urbana – Pessoa non ce ne vorrà – torniamo in centro e saliamo verso l’Alfama, il quartiere dei pescatori dove “il turista avrà la nozione che non può essergli data da altro luogo di come fosse Lisbona nel passato: archi, scalinate, balconi di legno, le genuine abitudini della gente”. Una fotografia decisamente attuale, anche se a circa un secolo di distanza dalla descrizione. Oltrepassato il Cais da Fundacio, il molo da cui partivano le navi per l’Africa, in Rua da Alfandega Pessoa consiglia una “curiosità architettonica che merita di essere vista”: la Casa dos Bicos, ricoperta da punte di pietra simili a diamanti. Pochi metri più in là, Rua da Madalena porta a Sé Patriarcal, Cattedrale risalente a prima dei Mori, anche se i numerosi terremoti che negli anni hanno colpito Lisbona e i successivi restauri rendono difficile una datazione precisa. “L’interno del Sé merita una visita accurata che non dovrebbe mancare il fonte battesimale dove si suppone sia stato battezzato Sant’Antonio”. Nelle vicinanze Rua da Saudade conduce al Castelo de São Jorge che domina, al di sopra di un’altura, buona parte della città.

Pessoa suggerisce anche luoghi legati alla cultura e all’arte: la Biblioteca Nacional, il Museu Arqueológico, il Museu Nacional de Arte Antiga e il Teatro de São Carlos “costato 166.00 escudes (36.880 sterline) e costruito sul modello dell’omonimo teatro napoletano”. Alla natura, Praça Rio de Janeiro, Museu Bocage (zoologico), Parque Eduardo VII. All’architettura religiosa, dalla Basilica da Estrela nel Barrio Alto, quartiere collinare con una vivace vita notturna, al Mosteiro dos Jerónimos, “il monumento più notevole che la capitale ospiti”. Con quest’ultima tappa si torna al quartiere di Belém e si conclude così la visita a Lisbona in compagnia del suo più celebre estimatore, Fernando Pessoa.

Per saperne di più:
Lisbona – Quello che il turista deve vedere” di Fernando Pessoa – Passigli Editore