Londra, visita all’osservatorio di Greenwich

Cosa vi fa venire in mente Londra? Il Big Ben, la House of Parliament, la cattedrale di Westminster, il London Bridge, Notting Hill, Camden Town: questi sono i luoghi più famosi della capitale britannica. Ma forse non tutti sanno che il famoso meridiano di Greenwich passa proprio per Londra e la divide in due: da una parte est e dall’altra ovest.

Cutty Sark, Greenwich

Cutty Sark, Greenwich

Prendete la metropolitana, è sempre un’emozione avventurarsi per quel susseguirsi di cunicoli che si diramano nelle viscere della terra, e scendete alla stazione di Cutty Sark. Appena usciti dirigetevi a destra e poi prendete a sinistra. La stazione si chiama così perché a Greenwich Maritime si trova un maestoso veliero facente parte dell’ultima flotta mercantile inglese e si chiama appunto Cutty Sark. La nave è stata accuratamente restaurata ed è visitabile anche dall’interno. Da Cutty Sark prendete la strada dritta davanti a voi, direzione parco di Greenwich. Dopo un paio di isolati eccovi arrivati. Davanti ai vostri occhi una distesa di verde si dispiega dietro una cancellata. Prima di entrare potete fare una deviazione sulla sinistra per il National Maritime Museum, che ripercorre la storia della Marina Britannica, e la Queen’s House.

Una volta superata l’imponente cancello dovete affrontare una salita abbastanza impegnativa, in cima alla quale troverete l’osservatorio reale di Greenwich (Royal Greenwich Observatory), il Peter Harrison Planetarium e un panorama sulla città veramente mozzafiato.

Osservatorio di Greenwich

Osservatorio di Greenwich

Iniziate la vostra visita dall’osservatorio reale. A destra si va verso la biglietteria, a sinistra verso il planetario dove si svolgono diversi spettacoli a tema astronomico in orari prestabiliti. Se capitate al momento giusto potete assistere a un’interessante lezione sulle stelle, ma è consigliabile soltanto a chi ha un livello di inglese più che buono. Se invece prendete a destra vi aspettano diverse mete interessanti, tra cui la casa di John Flamsteed, il primo astronomo reale, colui che promosse la costruzione dell’osservatorio. La mobilia è la stessa dei tempi di Flamsteed e il suo studio è situato in una torretta ottagonale piena di orologi a pendolo che mostrano complicati meccanismi interni. Vi sembrerà di vederlo, John Flamsteed, mentre scruta il cielo nelle sue vesti settecentesche con un enorme telescopio come si usavano all’epoca. Pare che tale attività abbia minato la sua stessa salute, perché le fredde ore notturne erano le migliori per l’osservazione del cielo e dei suoi astri.

Scendendo troverete la galleria delle meridiane e il cronometro marino di John Harrison, un falegname divenuto orologiaio da autodidatta che inventò questo strumento che permetteva alle navi di calcolare latitudine e longitudine e vinse il premio di ventimila sterline messo in palio dal Parlamento britannico, una cifra milionaria per i tempi.

Uscendo spunterete nel cortile della Meridiana, proprio quella famosa di Greenwich, tracciata da un laser all’interno della galleria dei telescopi. Nel cortile invece vedrete una scultura tondeggiante che traccia la linea di confine tra est e ovest: mettendovi davanti potrete provare l’emozione di essere in due mondi: un piede a oriente e un piede a occidente.

Parco di Greenwich

Parco di Greenwich

Se saltate la visita al planetario vi consigliamo di inoltrarvi nel verde del parco e godervi un po’ di relax tra scoiattoli intrepidi, alberi secolari e natura a perdita d’occhio. Una zona molto bella è il Flower Garden, disseminato di aiuole in cui i fiori sono sistemati in modo da formare graziose coreografie. Si trova in fondo al parco, dopo un laghetto pieno di cigni e volatili di specie diverse.

Visto che siete in area date una sbirciate anche alla zona chiamata The Wilderness, la parte più selvaggia del parco, dove può capitarvi di incontrare animali che normalmente si celano alla vista umana. Oppure, se vi capita una giornata di tempo clemente senza pioggia, potete tranquillamente stendervi sull’erba, senza plaid come fanno gli inglesi doc, e crogiolarvi al timido sole londinese.