Viaggio Nel Mondo

Itinerari gastronomici a Dublino


Il Temple Bar di Dublino

Il Temple Bar che ha dato nome al quartiere | © Piero Fissore

Dublino offre delle bellezze architettoniche molto interessanti come i borghi medievali, il Castello o la Cattedrale. Inoltre è una città che vale la pena di visitare almeno per assaporare l’aria da vera capitale letteraria che diede i natali a scrittori del calibro di Samuel Beckett o di Oscar Wilde, oltre al più dublinese degli scrittori: James Joyce che non amava questa città, a dire il vero, anche se non riuscì mai ad allontanarsene. Ci si può limitare a vederne la statua, gli ammiratori possono approfittare del James Joyce Centre, per i fanatici, invece, ci sono le celebrazioni annuali, il 16 giugno. Ma dopo questa premessa culturale, veniamo al sodo: l’itinerario che qui proponiamo è per golosi.

Anche la gastronomia è cultura, del resto. In qualche caso anche arte. La cucina irlandese, però, a parte la birra, in primis la Guinness, e il whisky non è particolarmente apprezzata e rinomata. È ricca di grassi, burro e maionese. Ma non va nemmeno sottovalutata: in Italia i pub irlandesi sono un fenomeno di moda, soprattutto nelle grandi città e, per gli appassionati del genere, la degustazione in loco può rivelarsi un sollucchero. Per la birra, sappiate che per quella di esportazione è obbligatorio un processo di pastorizzazione che ne altera il sapore. Inoltre la tecnica di spina con cui viene versata dopo averla lasciata depositare prima di farle fare la schiuma è un’arte che difficilmente si trova fuori dall’Irlanda. Ma non è solo questione di fragranze e di freschezze che con l’esportazione perdono sempre qualcosa. Sono soprattutto le atmosfere a essere irriproducibili.

 

Irish Breakfast

I pasti principali dei dublinesi sono la colazione (l’Irish Breakfast) e la cena. Il pranzo è costituito da uno spuntino, per lo più. Con i ritmi della vita moderna e globalizzata questa tradizione si è ormai un po’ ridimensionata e rimane un lusso irrinunciabile solo nel weekend, ma da turisti potete far finta di niente e lasciarvi andare (fregandovene del colesterolo) per un paio di giorni. Soprattutto se alloggerete nei Bed & Breakfast, tanto vale approfittarne: il rito dell’Irish Breakfast prevede una varietà ampia di possibilità. Succhi di frutta e buttermilk, un latte decisamente cremoso, con marmellata, cereali o porridge (fiocchi d’avena cotti), costituiscono la parte dolce. Oltre al tè che, in quanto a qualità, non ha nulla da invidiare a quello inglese.

Venendo al salato, ci sono le immancabili uova alla Benedict (in camicia, servite sopra a dei toast al prosciutto cotto e annaffiate da una salsa all’olandese a base di maionese e burro) o Scrambled (strapazzate in padella con la crema di latte e servite con bacon croccante e formaggio). In aggiunta si va dai salumi ai sanguinacci, dai funghi e i rognoni di agnello saltati con senape e pepe nero ai pomodori alla piastra con erba cipollina. Il pane più diffuso è il Soda Bread a base di cereali e latte, servito con burro salato. Per assaggiare ogni cosa impiegherete vari giorni, prima di esaurire le infinite possibilità di accostamenti sempre diversi.

 

Pranzo leggero e visite ai musei della Guinness e del Whisky

Per smaltire tutte queste calorie potrete girare a piedi la città: è un’ottima scusa. Anche perché non si fa poi una gran fatica, visto che le principali attrattive turistiche e culturali di Dublino si trovano nella zona del centro, che non è molto ampio, il che permette di visitare la capitale in modo comodo anche a piedi, tempo permettendo. Il clima è un po’ piovoso ed è bene tenere a portata di mano ombrelli o giacche a vento anche d’estate, non si sa mai.

Se verso l’ora di pranzo avete ancora qualche languorino, vergognatevi! E comunque non esagerate e tenetevi per la cena. Il pranzo dei dublinesi è uno spuntino veloce. Per esempio un Fish and Chips, pesce fritto e patate fritte, se non l’avevate capito. Oppure pollo arrosto con patate fritte. Se il tempo è bello potreste gustarlo al Phoenix Park, per esempio, il gigantesco polmone verde di Dublino con laghetti, giardini, zoo e castello. Dopo tutto questo fritto, potreste avere una certa sete, e allora potreste dissetarvi con una visita culturale al museo della birra, la Guinness Storehouse. Si trova all’interno di un alto edificio del 1904. Il biglietto costa intorno ai 15 €, comprensivo di una degustazione della famosa birra scura dal sapore pastoso e amarognolo servita al Gravity Bar, al settimo piano, con vista panoramica e spettacolare della città.

Guinness Storehouse

La Guinness Storehouse | © flights.eu

Il museo offre un’esauriente trattazione sull’invenzione di Arthur Guinness (1759), che Joyce definì la “scura sublime”, con installazioni interattive, video sul procedimento della fabbricazione e la raccolta della cartellonistica pubblicitaria nella storia (aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 17:00, www.guinness-storehouse.com).

Per gli amanti del whisky c’è invece il museo del Jameson Irish Whisky, il distillato creato nel 1780 da John Jameson, invecchiato fino a 12 anni, al contrario degli altri whisky irlandesi che partono dai 5. E che meritano di essere degustati, non trascurateli!

 

I pub e la cena

Se non siete sensibili alla cultura del buon bere ma preferite degustare direttamente, dirigetevi verso il quartiere del Temple Bar, con gli innumerevoli pub e locali caratteristici. Sono consigliabili quelli in cui si suona la tipica musica irlandese dal vivo. Di pomeriggio, quando fa freddo non potete non provare l’Irish Coffee, servito caldo, a base di whisky, zucchero di canna e panna liquida. Di sera sappiate che i pub hanno la licenza per vendere alcolici solo fino alle 23.00. Nella tradizione, a quell’ora suona una campanella e a quel punto non si servono più alcolici, chi è fuori non può più entrare e chi è dentro ha ancora una mezz’ora di tempo per consumare quanto ordinato (prima della campanella tutti sono soliti fare lunghe file per non perdersi l’ultimo giro).

Irish Jameson Whisky

Le botti del celebre irish Jameson Whisky | © yukiba.com

La cena tipica dublinese consiste di antipasto, per esempio le ostriche di Galway con pane nero, o di una zuppa, tipiche la Lamb Soup di agnello e verdure e la Cockle Soup di molluschi, ma ne esistono tante e alcune possono essere pericolose per chi non tollera la cipolla. I secondi sono sia di carne, molto frequente è quella di agnello o montone, sia di pesce, lo stocafisso per esempio, o l’ottimo salmone. Segue il formaggio, segnaliamo tra le tante specialità il Cashel Blue, un gorgonzola locale, accompagnato per esempio da una mela (al contadino bisognerebbe spiegare anche il fatto della mela, oltre quello più noto della pera) o il dessert (sono tutti molto buoni).

Informazioni utili, dove mangiare: Tra le infinite possibilità che offre la città segnaliamo i B&B, Anchor Guesthouse (un edificio georgiano nel centro, camere con bagno e Wi-Fi gratuito: 49 Lower Gardiner Street, D1 Dublin) e The Kingfisher (colazione fantastica e disponibilità di un locale cucina per prepararsi da mangiare). Tra i bar e Take Away: l’Irie Café offre i migliori panini della città (11 Fownes Street, a Temple Bar) e il Soup Dragon (prezzi modici e almeno 15 tipi differenti di zuppe, Chapel Street 1). Pub: Lord Edward, specializzato nel pesce (22 Christchurch Place) e l’O’Neills, molto conveniente, buon buffet e grande assortimento alcolico (2 Suffolk Street – Dublin 2). Ristoranti: Gallagher’s Boxty House, tavole in condivisione con gli altri avventori (20-21 Temple Bar) e Mint, grande assortimento di cucina locale rivisitata in modo moderno (47 Ranelagh Rd).

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